Insegnanti "ingabbiati": le richieste sconvolgenti che stanno facendo tremare gli ascoltatori.

Sembra che ci sia un po' di speranza per i docenti di ruolo che si sentono "ingabbiati" e stanno cercando di ottenere l'abilitazione per un'altra classe di concorso. Una luce in fondo al tunnel potrebbe essere rappresentata dai percorsi abilitanti da 30 CFU.

Durante la diretta della Tecnica risponde live del 19 gennaio 2024, questo argomento ha dominato la discussione. Tra i partecipanti c'erano Mario Pittoni, responsabile del comparto scuola della Lega, Paolo Pizzo, segretario nazionale della Uil Scuola Rua, e Rocco Zappia, docente del gruppo "Docenti di ruolo ingabbiati di ogni ordine e grado per percorsi abilitanti".

La visione di Pittoni

Secondo Mario Pittoni, c'è un'eccessiva enfasi sulla teoria e non abbastanza sulla pratica riguardo a questa questione. Nonostante un Dpcm sia stato approvato quasi due anni fa, non ci sono ancora garanzie per nessuno, sia che si tratti di docenti ingabbiati, neolaureati o coloro che hanno diritto a una riserva di posti. Pittoni ha sottolineato un problema di fondo: il calcolo del fabbisogno dei docenti che devono abilitarsi non tiene conto del grande numero di docenti che devono ancora ottenere l'abilitazione.

La posizione di Pizzo

Paolo Pizzo, segretario nazionale della Uil Scuola Rua, ha evidenziato che un concorso, che doveva essere abilitante, è stato bloccato a causa della sua incompatibilità con una direttiva europea sui percorsi formativi abilitanti. Questa situazione ha lasciato molte persone in un limbo di incertezza, e Pizzo ha chiesto che venga affrontata e risolta.

Il punto di vista di Zappia

Rocco Zappia, docente del gruppo "Docenti di ruolo ingabbiati di ogni ordine e grado per percorsi abilitanti", ha sottolineato l'importanza di avviare questi percorsi il prima possibile. Ha richiesto che i percorsi siano online e svolti possibilmente nel fine settimana, e che siano attivati per tutte le classi di concorso.

L'abilitazione attraverso i percorsi abilitanti da 30 CFU

L'abilitazione tramite i percorsi abilitanti da 30 CFU è un'opportunità molto attesa da molti docenti di ruolo che desiderano ottenere l'abilitazione per un'altra classe di concorso. Tuttavia, ci sono ancora molte questioni da risolvere e molte incertezze da chiarire.

È fondamentale che il Ministero dell'Istruzione e il Ministero dell'Università collaborino per risolvere le problematiche che riguardano non solo i docenti di ruolo, ma anche i neolaureati e coloro che hanno diritto a una riserva di posti. Inoltre, è necessario risolvere il problema dei concorsi abilitanti che non sono stati in linea con le direttive europee.

Conclusione

Nonostante le difficoltà, è incoraggiante sapere che si sta lavorando per personalizzare i percorsi abilitanti e renderli accessibili online al 100%, per ridurre tempi e costi e facilitare l'iscrizione di un maggior numero di persone. Tuttavia, è cruciale che i percorsi abilitanti vengano attivati per tutte le classi di concorso e che vengano garantite riserve di posti per coloro che hanno ottenuto l'abilitazione.

E tu, sei interessato/a a ottenere l'abilitazione tramite i percorsi abilitanti da 30 CFU? Quali sono le tue opinioni sull'argomento?

Insegnanti
Insegnanti "ingabbiati": le richieste sconvolgenti che stanno facendo tremare gli ascoltatori.


"La formazione è un'arma potente che può cambiare il mondo", così affermava Nelson Mandela, sottolineando l'importanza dell'educazione come strumento di crescita personale e collettiva. Eppure, nel nostro Paese, il percorso formativo dei docenti sembra essere un vero e proprio labirinto burocratico, un intrico di norme e ritardi che ostacola anziché promuovere. I percorsi abilitanti da 30 CFU rappresentano una luce in fondo al tunnel per molti insegnanti "ingabbiati" nelle maglie di un sistema che tarda a riconoscere il loro diritto a una carriera professionale piena e soddisfacente. La questione non è solo di formazione, ma di giustizia professionale e di equità nel riconoscimento delle competenze. L'attesa di quasi due anni per un Dpcm che dovrebbe sbloccare la situazione è sintomatica di un disagio più ampio, che coinvolge non solo gli insegnanti ma l'intero apparato formativo nazionale. La formazione continua è un diritto inalienabile di ogni lavoratore, e nel caso dei docenti, è anche una garanzia di qualità dell'insegnamento che si offre ai nostri studenti. È urgente che i percorsi abilitanti partano, e che lo facciano in maniera inclusiva e accessibile, per non tradire la promessa di un'istruzione che sia davvero capace di cambiare il mondo, a partire dal mondo di chi insegna.

Lascia un commento